L’arte dell’intreccio del vimine: i cesti siciliani

L’arte dell’intreccio del vimine: i cesti siciliani 1221 826 Dimora delle Balze

DA MANO A MANO

L’arte dell’intreccio del vimine

07 Gennaio, Palazzolo Acreide

L’arte dell’intreccio è una pratica che porta con sé secoli di storia e antiche tradizioni naturali. Fiore all’occhiello dell’artigianato locale, si tratta di un’arte complessa che unisce all’abilità manuale la conoscenza di tecniche antiche apprese dall’infanzia e poi tramandate di padre in figlio, di generazione in generazione. Ad oggi sono rimasti in pochi i maestri dell’intreccio capaci di realizzare cesti eleganti e raffinati la cui forma può variare da un luogo all’altro, così come gli inserti colorati e i decori che ritraggono gli usi e costumi locali.

Ramoscelli d’ulivo, canne, giunco, olmo, vimini e ginestre sono i materiali da intreccio più utilizzati dalla tradizione rurale siciliana. Pinze, forbici, coltello e punteruolo sono invece gli strumenti di cui si servono i maestri della tradizione durante la realizzazione di opere di artigianato, come u Panaru, un particolare cesto siciliano in vimini e canna.

In Sicilia ogni cesto realizzato a mano ha un nome caratteristico in dialetto, come i cufinedda, le cartedde, i cannizzi, così come sono diversi gli oggetti della tradizione che possono essere realizzati attraverso l’arte dell’intreccio, si parla di sedie, attrezzi, cappelli, battipanni, borse e vari contenitori.

Si tratta di un virtuosismo antico di mani che si muovono sapientemente intrecciando un ramo dopo l’altro. In tempi lontani era una abilità comune, ma per pochi diventava un’espressione dell’anima di chi era capace di creare vere e proprie opere d’arte, con maestria e delicatezza.